Stai navigando sul sito web per i clienti provenienti da: Italy. In base ai dati sulla posizione, la versione suggerita della pagina è USA / US
Pannello cliente
Nel tuo carrello
Registrati

Alessandro Volta – Il conte che non credette alla rana

2021-02-18

Alessandro_Volta

Non importa come si inizia, quello che conta è come si finisce. Così si può, in poche parole, descrivere la biografia di Alessandro Volta, nato il 18 febbraio 1745 in Italia. Gli inizi non furono affatto facili. Di dubbi sul futuro dello scopritore, il cui nome è stato commemorato nel sistema SI, ne avevano persino i suoi parenti. Temevano che potesse essere ritardato nello sviluppo, poiché all'età di 5 anni, il piccolo Alessandro non riusciva ancora a parlare. Tutto cambiò quando iniziò a frequentare il collegio gesuita, dove non solo intellettualmente era al pari dei suoi coetanei, ma li superava di gran lunga. Abbastanza rapidamente abbandonò l'indirizzo della giurisprudenza, pianificato per lui dai parenti, e si immerse nel mondo della fisica e dell'elettricità, area che lo interessava sin dalla tenera età.

Grande importanza per lo sviluppo della carriera e dei futuri successi di Alessandro Volta ebbe la corrispondenza che condusse con gli scienziati di tutto il mondo. Vale la pena citarne in particolare due: il primo fu Giovanni Beccaria, che non credeva nelle idee di Alessandro. Tuttavia non volendo esporre direttamente i suoi dubbi, esortava il giovane fisico ad eseguire esperimenti per convincersi dei propri errori. Il fatto che Volta accettasse la sfida posta da uno scienziato più esperto, lo portò a condurre numerosi esperimenti che lo portarono successivamente ad effettuare le scoperte più importanti. Possiamo solo immaginare quale sarebbe potuto essere il destino di Volta, se Beccaria avesse optato per una critica meno allusiva.

Un altro studioso con il quale Volta intrattenne una corrispondenza tumultuosa, fu Luigi Galvani. Quest'ultimo a quel tempo indagava il fenomeno della cosiddetta elettricità animale. Era convinto che una corrente elettrica fosse prodotta nel corpo della rana, su cui conduceva esperimenti, causando delle contrazioni dei muscoli dell'animale. Volta aveva dubbi su questa teoria e ricercava piuttosto la fonte di corrente nei metalli, tra i quali era posizionato il corpo della rana, e che svolgeva la funzione di conduttore. La disputa sorta in merito a questo argomento portò alla creazione della prima cella galvanica (nome attribuito da Volta all'invenzione in onore dell'amico). Volta dimostrò le sue ragioni costruendo una cella realizzata con l'impiego di lastre di zinco e argento e carta imbevuta di acqua salata, che svolgeva la funzione di elettrolita. Tuttavia, non si fermò, e nel corso del suo lavoro combinò diverse di queste celle, e successivamente presentò la sua invenzione, nota con il nome di pila di Volta; allo stesso Napoleone Bonaparte, che apprezzava l'importanza della scoperta, concedette all'inventore il titolo di Conte, e lo insignì anche con la più alta decorazione nazionale: la Legion d'Onore. Questa scoperta effettivamente influì significativamente sullo sviluppo della scienza, dal momento che la pila di Volta era una sorgente di elettricità molto più comoda rispetto alle bottiglie di Leida utilizzate all'epoca. È interessante notare che le decorazioni e i titoli assegnati da Napoleone si rivelarono fonte di problemi per lo scienziato e lo costrinsero a fuggire e nascondersi per qualche tempo, quando l'imperatore perse la guerra e fu esiliato all'Elba. Fortunatamente, le conoscenze e il talento si dimostrarono più importanti delle connessioni politiche, così presto Volta poté tornare al mondo della scienza e divenne rettore della Facoltà di Fisica e Matematica di Pavia.

Vale la pena notare che la cella fu la più grande, ma non l'unica, scoperta di Volta. Nel 1775 sviluppò l'elettroforo (indipendentemente dal modello precedentemente costruito da Johan Wilcke), in seguito costruì un condensatore, così come un elettroscopio utilizzato per rilevare le cariche elettriche. All'inventore italiano, che oltre alla fisica era anche interessato alla chimica, dobbiamo anche la scoperta del metano e numerosi esperimenti sulle sue proprietà, che in futuro influirono sullo sviluppo della tecnologia dei motori a combustione. Alla ricerca di applicazioni pratiche del metano, Volta costruì ad esempio una pistola elettropneumatica in cui la miscela di aria e gas infiammabile veniva accesa da una scintilla elettrica. Per la generazione di quest'ultima veniva utilizzato un elettroforo, precedentemente costruito.

La scoperta della reazione chimica come sorgente di energia stabile ha permesso lo sviluppo della ricerca sull'elettricità. Il lavoro dell'italiano servì come strumento per i primi esperimenti sull'elettromagnetismo, che hanno portato all'invenzione dei motori elettrici. La cella di Volta facilitò la descrizione di fenomeni fisici come la corrente elettrica e la resistenza, e successivamente portò allo sviluppo di strumenti di misura e ulteriori lavori teorici.

Il metodo per la generazione della corrente elettrica mediante una reazione chimica non solo ha contribuito allo sviluppo della scienza. Per molti anni è stato uno dei metodi più diffusi per generare l'energia elettrica. Le batterie monouso, che utilizziamo nei dispositivi di uso quotidiano, funzionano in modo simile all'apparecchio sviluppato dall'inventore italiano. Nel corso degli anni è stata perfezionata la loro struttura e la tecnologia di produzione, per introdurre sul mercato le celle allo zinco-carbonio (normali), al litio e finalmente quelle alcaline (ossia basiche). Una soluzione simile è costituita anche dalle celle elettrolitiche, colloquialmente chiamate batterie ricaricabili. Al loro interno, la reazione chimica non si verifica spontaneamente, ma è originata dall'applicazione agli elettrodi di un'adeguata differenza di potenziale. Una volta scollegata, la batteria ricaricabile conserva la propria carica elettrica, che può essere rilasciata chiudendo il circuito. Tali fenomeni si verificano, ad es. all'interno delle batterie al piombo-acido, comunemente utilizzate nel settore automotive. Tuttavia questo costituisce anche il principio di funzionamento delle batterie agli ioni di litio, al litio-polimero, e nichel-metallo ecc. Queste tecnologie vengono utilizzate in telefoni cellulari, computer portatili, giocattoli e molti altri dispositivi mobili che ogni giorno colleghiamo ai caricabatterie.

Inoltre va notato che l'invenzione dell'italiano non consisteva in una singola coppia di elettrodi, ma in una loro serie. Il metodo di collegamento in serie delle celle viene ancora utilizzato nella produzione di molte sorgenti di energia. Quella che ai tempi di Volta veniva chiama "pila", oggi è nota col termine di "batteria". Le celle prodotte in serie più popolari generano una tensione nominale di 1,5V o 3,7V DC. Nel frattempo per alimentare molti dispositivi spesso è necessaria una differenza di potenziale maggiore. Pertanto nei prodotti di solito è presente un portabatterie, „cestello”, in cui le singole batterie (ad es. le popolari stilo) vengono installate rispettando un'apposita polarità. Vengono collegate in serie, e di conseguenza assicurano una tensione più alta. Lo stesso vale, ad esempio, per gli elettroutensili senza fili. Per la loro alimentazione vengono utilizzate battery-pack composti da diverse celle elettrolitiche.

Oltre ai numerosi riconoscimenti, Alessandro Volta è stato onorato in modo unico. In suo onore, è stata denominata l'unità di misura della tensione elettrica. "Volt" proviene dal nome del famoso scienziato italiano. Oggi le misurazioni nell'elettronica e nell'elettrotecnica vengono effettuate utilizzando voltmetri, mentre il rilevamento della differenza di potenziale è alla base del funzionamento degli oscilloscopi, degli analizzatori di stati logici e di molti altri strumenti. Non c'è dubbio che Alessandro Volta non sia stato solo un grande studioso, ma anche un pioniere, il cui lavoro teorico è alla base dello sviluppo della tecnologia moderna.

LEGGI ANCHE

Il tuo browser non è più supportato, scarica una nuova versione

Chrome Chrome Scarica
Firefox Firefox Scarica
Opera Opera Scarica
Internet explorer Internet Explorer Scarica