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Non completamente. Il Raspberry Pi non è un prodotto completamente open-source, anche se il suo ecosistema si basa molto sul software open-source. Il sistema operativo, gli strumenti di sviluppo e la documentazione sono ampiamente disponibili, ma l'hardware e alcuni software di basso livello rimangono chiusi.
Raspberry Pi è stato progettato fin dall'inizio come una piattaforma educativa accessibile e i suoi sviluppatori sostengono fortemente una cultura di apertura e condivisione della conoscenza. Componenti software chiave come Raspberry Pi OS (un sistema operativo basato su Debian Linux), librerie GPIO, strumenti di sviluppo (ad esempio Thonny, Python, C/C++) o ambienti grafici sono disponibili sotto licenze open-source. L'utente è libero di scaricare, modificare e distribuire questi componenti. Raspberry Pi OS non è solo open-source, ma anche un ambiente regolarmente aggiornato e supportato, ottimizzato per la piattaforma hardware Pi. Questo assicura agli utenti stabilità e disponibilità a lungo termine, elementi fondamentali per i progetti didattici e hobbistici.
Nonostante la natura open-source del software, il progetto hardware di Raspberry Pi non è completamente disponibile al pubblico. Ciò significa che non troverete schemi elettronici completi, file di progettazione di circuiti stampati o documentazione per i chip SoC (System on Chip) come il BCM2711 o il BCM2712 di Broadcom. Raspberry Pi utilizza il proprio firmware - un software closed-source memorizzato in EEPROM - che è responsabile della procedura di avvio del dispositivo. Gli aggiornamenti e gli strumenti di configurazione sono parzialmente disponibili, ma il codice sorgente del firmware stesso non è pubblicato. La situazione è simile a quella della documentazione della GPU VideoCore, che per anni è stata criticata dalla comunità dell'hardware aperto. Inoltre, componenti come il chip RP1 (il ponte di I/O utilizzato nel Raspberry Pi 5), benché progettati dalla Raspberry Pi Foundation, non hanno una specifica hardware aperta, il che impedisce una completa reimplementazione indipendente dell'intera piattaforma.
Un'alternativa nell'ecosistema Raspberry Pi è il microcontrollore RP2040, utilizzato nei modelli della serie Pico. Questo chip è stato progettato da Raspberry Pi Ltd e la sua documentazione, gli schemi di riferimento e l'SDK sono completamente aperti. Inoltre, l'RP2040 non richiede un sistema operativo - funziona in un ambiente bare-metal o con interpreti leggeri come MicroPython, rendendolo estremamente accessibile agli sviluppatori di hardware e software. Tuttavia, l'RP2040 è un microcontrollore, non un vero e proprio Computer mono scheda (SBC), quindi il suo utilizzo è limitato a progetti meno complessi come il controllo di dispositivi, la logica di temporizzazione, la misurazione analogica o l'integrazione con sistemi in tempo reale. In sintesi, Raspberry Pi combina una filosofia open-source con elementi proprietari, offrendo un sistema operativo e strumenti aperti, pur mantenendo una struttura hardware chiusa. Per la maggior parte degli utenti - hobbisti, insegnanti e sviluppatori di sistemi embedded - il livello di disponibilità di risorse è più che sufficiente. Tuttavia, chi cerca soluzioni hardware completamente aperte dovrebbe considerare piattaforme alternative o lavorare con i chip RP2040, che rappresentano la parte più aperta della gamma Raspberry Pi.
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