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Data di pubblicazione: 09-04-2021 Data di aggiornamento: 02-07-2025 🕒 6 min di lettura
Jacek Karpiński nacque il 9 aprile 1927, figlio di una sciatrice e medico ed un alpinista esperto, ingegnere aeronautico. Nacque in un ospedale di Torino, anche se inizialmente i suoi genitori avevano pianificato un'accoglienza più insolita, sulla vetta del Monte Bianco; tuttavia alla fine avevano abbandonato l'idea. Nel 1939 fu un anno molto difficile per futuro ingegnere. Prima, durante una spedizione in Himalaya, venne meno suo padre. Successivamente, dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, l'appena 12enne Jacek fu avviato da sua madre al servizio militare ausiliario. Negli anni seguenti, falsificando la propria età, si unì alle Schiere Grigie, organizzazione cospiratoria creata dagli scout polacchi, che si occupava di azioni diversive, ricognizioni e addestramento, così come del coordinamento durante le operazioni di combattimento. Durante la rivolta di Varsavia fu ferito alla colonna vertebrale e soffrì di paralisi. Grazie a documenti falsificati, fu trasportato fuori dalla città e nuovamente finì sotto le cure della madre. La famiglia si trasferì prima a Cracovia, successivamente a Zakopane. Nei monti Tatra, grazie alla riabilitazione, Karpiński imparò di nuovo a camminare, anche se per il resto della sua vita fu leggermente zoppicante.
Una volta terminata la guerra, l'adolescente Jacek apprese il programma del liceo in 1 anno e superò l'esame di maturità con ottimi risultati. Iniziò gli studi di ingegneria elettrica presso l'Università Tecnica di Łódź, tuttavia si laureò presso l'Università di Tecnica di Varsavia, dove si interessò alla radiotecnica. Nonostante l'indubbio talento, gli inizi della carriera di Jacek Karpinski non furono facili. Le autorità della Repubblica Popolare Polacca, e quindi i superiori delle più grandi fabbriche e centri tecnici, erano riluttanti all'assumere ex-insorti. Tuttavia, le difficoltà non fermarono l'ingegnosità del tecnico polacco. In primo luogo, costruì un trasmettitore a onde corte da 2 kW, denominato NPK-2, che fu utilizzato nei contatti con le ambasciate polacche. I progetti principali successivi furono AAH e AKAT-1, una macchina per la creazione di previsioni meteorologiche numeriche a lungo termine e un analizzatore di equazioni differenziali a transistor (il primo al mondo). I risultati di Karpiński attirarono l'attenzione del mondo scientifico l'AKAT-1 fu presentato dall'Accademia Polacca delle Scienze (PAN) al concorso mondiale di giovani talenti tecnici dell'UNESCO. Karpiński fu uno dei sei vincitori, ciò offrì allo scienziato la possibilità di intraprendere gli studi negli Stati Uniti. Tuttavia, affinché le autorità acconsentissero al viaggio, Karpiński dovette accettare di cooperare con l'intelligence, e il suo compito era quello di fornire informazioni sulle tecnologie e sugli scienziati americani. L'ingegnere polacco studiò per due anni presso l'Università di Harvard e presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), dove poté sviluppare le proprie idee sul microcomputer senza restrizioni. A Karpiński fu offerto di rimanere negli Stati Uniti, tuttavia rifiutò questa possibilità. Credeva che sarebbe stato in grado di realizzare le proprie idee in Polonia e che le sue capacità avrebbero contribuito allo sviluppo della sua patria.
Dopo essere tornato in Polonia Karpiński dimostrò quanto aveva appreso durante il soggiorno americano. Presso il Laboratorio di Intelligenza Artificiale dell'Istituto di Automazione del PAN costruì il perceptron, una macchina in grado di identificare gli oggetti visti attraverso l'obiettivo di una telecamera. La rete neurale utilizzata era basata su 2.000 transistor ed era in grado di riconoscere immagini, testo scritto o forme geometriche. Il progetto ebbe un tale successo che suscitò la riluttanza dei superiori, che infine costrinsero lo scienziato a dimettersi. Karpiński si trasferì all'Istituto di Fisica Sperimentale dell'Università di Varsavia, dove sviluppò il computer KAR-65, in grado di eseguire fino a 100.000 operazioni al secondo. Era quindi molte volte più veloce, e allo stesso tempo più economico, di quelli utilizzati all'epoca. Sino ad oggi questa macchina si trova nel Museo della Tecnica di Varsavia.
L'esperienza maturata nel corso di questo progetto permise a Karpiński di creare il suo opus magnum, il computer K-202, basato su circuiti integrati di integrazione su piccola e media scala. La macchina poteva essere inserita in una valigia ed eseguire fino a un milione di operazioni al secondo. Il computer disponeva di 150 kB di memoria, anche se teoricamente poteva usare fino a 8 MB, risultato della segmentazione con paginazione progettata da Karpiński. Questa soluzione costituì un grande passo avanti, come dimostra il suo utilizzo anche nei computer moderni. In termini di potenza di calcolo, il K-202 era quindi più efficiente dell'IBM 5150, computer creato dagli ingegneri americani quasi 10 anni dopo. Purtroppo, anche questa volta, la scoperta rivoluzionaria non ricevette l'apprezzamento delle autorità. Il computer non fu accettato dalla commissione che avrebbe dovuto decidere del finanziamento del progetto. I suoi rappresentanti sostenevano che, poiché gli americani non producono tali computer, questi dispositivi non possono funzionare. Alla fine Karpinski riuscì ad ottenere il sostegno degli inglesi. Questi volevano iniziare la produzione al di fuori della Polonia, tuttavia l'inventore del computer, guidato da motivi patriottici, non era d'accordo. Sfortunatamente nessuno sforzo salvò il progetto, e la sua fine fu dettata dall'introduzione del Sistema Unificato di Macchine Digitali introdotto dall'Unione Sovietica. Il progetto proponeva la possibilità di produrre un solo computer per l'intero blocco orientale. La scelta cadde sul RIAD-30, modello molto più debole e meno efficiente, ma con l'approvazione delle autorità. I lavori per la produzione di massa del K-202 furono interrotti e il costruttore stesso fu allontanato dallo stabilimento da una scorta armata. Diversi computer già pronti furono consegnati a aziende ed atenei, tra cui al CERN, con il quale Karpiński aveva collaborato nell'ambito di progetti precedenti.
Diffamato e deluso dal lavoro, Karpiński abbandonò la tecnica per dedicarsi alla zootecnia. Solo nel 1981 ricevette il passaporto e gli fu permesso di lasciare il paese. In Svizzera instaurò una collaborazione con Stefan Kudelski, che si occupava della produzione di registratori a nastro. Lì Karpiński creò ulteriori invenzioni: uno scanner manuale e un robot a controllo vocale, e negli anni successivi anche uno scanner per libri contabili. Sfortunatamente mancavano i fondi per immettere questi dispositivi sul mercato, e per motivi economici Karpiński perse persino la casa, che fu pignorata dalla banca.
Jacek Karpiński ebbe diverse opportunità per raggiungere il successo. Tuttavia respinse le proposte di americani e inglesi; nelle proprie scelte era solito scegliere non in base al proprio interesse, ma al patriottismo. Non fece una grande carriera, ma non fu neanche dimenticato. Per il proprio sacrificio durante la seconda guerra mondiale e i successivi successi nel campo della tecnologia, fu ripetutamente premiato con decorazioni statali tra cui la Croce al Valore o l'Ordine della Polonia Rinata.
È difficile paragonare le invenzioni di Jacek Karpinski a quelle dei giorni nostri, ciò per via dell'enorme progresso tecnologico che ha avuto luogo negli ultimi decenni. I computer progettati da Karpiński oggigiorno sono ospitati in un unico microcontrollore. Le giovani generazioni possono facilmente imparare a programmare e costruire "macchine elettroniche" utilizzando piattaforme come ad es. Arduino. La memoria dell'intero computer KAR-65 oggigiorno si trova in un circuito visibile solo al microscopio. Il talento per l'elettronica, che permise all'inventore polacco di costruire il perceptron, viene utilizzato dagli inventori moderni in altri campi, con l'utilizzo di strumenti completamente diversi, ad es. sviluppando la libreria di analisi delle immagini OpenCV mediante l'utilizzo dei computer RaspberryPi.
Tuttavia, l'elettronica semplice, basata su transistor e gate logici rimane ancora una delle soluzioni principali. In primo luogo, per via del prezzo contenuto. In secondo luogo, poiché decenni di innumerevoli miglioramenti nella produzione hanno consentito di ridurre praticamente a zero il verificarsi di difetti di produzione nei circuiti integrati Mentre i dispositivi di Karpiński erano soggetti a frequenti guasti a causa di componenti costosi ma di scarsa qualità, oggi il costo della sostituzione di un singolo componente è irrisorio (in caso di un suo guasto). Pertanto i circuiti integrati base sono ancora prodotti e costituiscono l'assortimento principale dei negozi di componenti elettronici.
Sebbene Jacek Karpiński non appartenesse certamente agli squali dell'industria elettronica, personaggi del calibro di Jack Tramiel o Hermann Hauser, è impossibile negare il suo grande formato intellettuale. Questo inventore, come poche persone, ha combinato due caratteristiche: l'indipendenza della ragione e un cuore gigante. Inoltre possiamo asserire che il suo attaccamento alla patria e allo sviluppo della scienza nel proprio paese era leggermente antiquato. Eppure la testardaggine e l'ambizione del compatriota hanno ispirato molti polacchi. Karpiński fu ripetutamente menzionato con l'appellativo di "padre dell'informatica polacca", prima durante il periodo di grande interessamento per i microcomputer, ancora all'epoca della Repubblica Popolare Polacca, e successivamente durante la dinamica informatizzazione della Polonia post-comunista.
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